In sintesi, il linguaggio artistico, cioè la sua concreta constatazione, è l’unico modo per dare possibilità all’arte di parlare anche se allo stesso tempo il linguaggio artistico si pone come limite alla stessa arte.
L’unico sollievo a tale constatazione è il saper di poter fare altre opere, di poter mettere in “movimento” ciò che è statico.
Rappresentare staticamente i movimenti del pensiero di un’intera vita nell’arco di tempo concesso da essa stessa; questo è il percorso artistico di ogni singolo artista, movimento che cessa solo con la morte ma che rientra a far parte del grande pensiero, ovvero della somma di tutti i singoli pensieri. Solo con la somma della pietrificazione del pensiero di ogni artista si attua il vero movimento. Con il contributo alla collettività noi saremo in movimento e potremo essere (e lo siamo) in divenire e diventare la verità.