FACE Static è una serie di 729 volti costruiti a partire dalla stessa matrice visiva: identici elementi cromatici, identiche quantità, ricombinate ogni volta in una configurazione differente.
Il numero non risponde a un’esigenza iconografica, né alla volontà di esaurire un tema. È una soglia. Portare il lavoro a questa estensione significa spostare il centro dall’immagine al processo, e dal soggetto rappresentato alla condizione di chi lo realizza.
Ogni volto diventa funzionale a un esercizio di continuità che non aggiunge informazione sul mondo, ma consuma e costruisce qualcosa in chi lo realizza. Si tratta di proseguire oltre l’interesse, oltre la motivazione.
In questo spazio neutro, dove il piacere non guida più l’azione, si apre un terreno di verifica: misurare la capacità di abitare la ripetizione senza esserne dominati.
FACE Static non è una galleria di personaggi, ma un esercizio per ridefinire, attraverso il lavoro, la relazione dell’autore con i propri limiti.