Adesso tutto è molto più chiaro, “Uomo su sfondo di palazzi” è stato un tentativo riuscito solo in parte. Io possedevo solo la tabella con gli undici colori, non tutte le variabili.

Io guardavo gli 11 colori, ne sceglievo 3 e andavo avanti a tentativi finché trovavo quella relazione di colori che mi convincesse. Questa però è solo perdita di tempo e di energia senza neppure avere la consapevolezza di quante combinazioni esistano tra 11 colori. In tal modo restringo il mio campo di visione e di conoscenza. Dopo la realizzazione di “Uomo su sfondo di palazzi” ho capito che dovevo avere davanti agli occhi tutte le variabili.

Non voglio prendermi ingiusti meriti, è stato Glauco Di Sacco, artista e mio professore di comunicazione visiva, ad usare il metodo delle variabili. Egli possedeva quaderni pieni di tutte quelle combinazioni matematiche, io credevo di capire il motivo per cui facesse ciò ma in realtà solo dopo questa mia prima opera ho compreso realmente la funzionalità del metodo.

Le variabili degli 11 colori di Glauco (ereditate da Andy Warhol) mi presentano sotto gli occhi 990 combinazioni di 3 colori.

Quindi io vedo all’esterno del mio pensiero e delle mie emozioni 990 associazioni, realizzate secondo un metodo matematico e quindi logico e razionale. Io le osservo con distacco perché “non le ho realizzate io” ma il metodo associativo, la mia scelta infine sarà motivata in base a ciò che vorrò esprimere.

L’arte è testimonianza del proprio tempo, io ho un messaggio da comunicare e voglio che esso sia chiaro e limpido. In base a ciò che voglio esprimere sceglierò una combinazione tra le 990 proposte la quale più si addice al messaggio che voglio comunicare.

Adesso mi sembra doveroso chiarire perché queste combinazioni sono composte ognuna da solo 3 colori. È piuttosto semplice e logico, infatti se io voglio esprimere e comunicare con chiarezza e immediatezza occorre realizzare qualcosa che non sia confuso, quindi il foglio non deve essere accalcato da diversi disegni; ne basta uno solo il quale nella sua essenzialità esprima il messaggio. Il colore infine è fondamentale per esprimere le sensazioni e le emozioni. Si ripete lo stesso ragionamento, occorre la funzionalità. È inutile far capire una cosa con 100 segni e 100 colori quando invece ne bastano 3, quindi devo scegliere quella combinazione cromatica che esprima con immediatezza delle precise sensazioni.

È ormai provato che ogni colore suscita determinati stati d’animo, ovviamente non devo generalizzare ogni cosa ma a livello standard la maggior parte delle persone percepisce quella relazione cromatica allo stesso modo. È ovvio ragionare in questo modo quando ci si prefigge una comunicazione universale.

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