Scegliere una parola che ha più significati ha lo scopo di rappresentare le molteplici sfaccettature della stessa e unica realtà.
Questo discorso è però molto più profondo e “Temporale (rosso)” è l’opera più rappresentativa del mio pensiero.
Le raffigurazioni dell’opera sono le diverse verità di una sola realtà, la parola ‘temporale’. Essa racchiude in sé tutto ciò che è rappresentato nel foglio perché la parola (e la propria definizione del vocabolario) è l’idea ma questo non è tutto, l’arte concettuale lo aveva già detto.
I diversi significati di ‘temporale’ rappresentati sul foglio sono anche e soprattutto le modifiche che io compio, assemblamenti, sovrapposizioni di diverse “verità”; io compio una modificazione, una deformazione. Deformazione di una realtà per capirne l’essenza. Ciò che faccio è modificare per capire.
Deformare è metodo e allora deformare è leggerezza, rapidità, visibilità, esattezza, molteplicità (come disse Italo Calvino).
Il metodo serve per capire la realtà (il pensiero) indipendentemente dai significati che si rappresentano (cioè le diverse raffigurazioni di ‘Temporale’). Dico indipendentemente perché qualsiasi cosa rappresenti e dica è tale in quanto io “deformo” la realtà per capirla.
Il vero soggetto dell’opera è il metodo, dal greco methodos, via per raggiungere uno scopo. Lo scopo “esplicito”, “non interessa più”, perché “non è verità” ma una delle verità. Lo scopo è il metodo stesso.
La verità esiste benché io non agisca, è presente anche se non penso, anche se non esisto, è qui e basta. Per constatarne l’esistenza, o meglio, per capire l’esistenza, io devo pensare e ognuno pensa a suo modo, dice ciò che pensa e qualsiasi cosa dica, che condivida oppure no, ognuno pensa per dire e per capire.
L’agire e l’opera creatasi sono figlie del pensiero. Il pensiero è il vero creatore, è l’unico punto di riferimento. Per lavorare sul pensiero io devo comunque creare qualcosa. Come spiegare che qualsiasi cosa si crei è pretesto per lavorare sul pensiero che precede il creare?
Il metodo è l’organizzazione stessa del pensiero.
Adesso lavoriamo sul metodo, la fase precedente la creazione, anche se non la vera e propria fase.
Pensiero → Metodo → Creazione
(atto mentale) (organizzazione del pensiero)
