L’importante è come si raggiunge uno scopo indipendentemente da cosa sia quest’ultimo. Credo che questo ormai sia chiaro.

Ma qual era lo scopo che il metodo doveva raggiungere in “Temporale (rosso)”?

Era quello che attuerò anche in “Tasso” e “Cappuccino”, ovvero il metodo stesso. Ciò perché si vuole capire a fondo il metodo. Con l’utilizzo del metodo ho voluto raggiungere lo scopo di parlare del metodo. Come farlo?

 

Leggerezza: immagini semplici, varie, prive di significato.

Rapidità: le immagini utilizzate sono indispensabili, tutto è essenziale.

Visibilità: immagini riciclate.

Esattezza: opera calcolata.

Molteplicità: diversi significati della stessa parola e categorizzazione colori.

 

Metodo                     Scopo               →“Tasso”

Leggerezza.        Il metodo stesso          “Cappuccino” 

Rapidità

Esattezza                                  

Visibilità

Molteplicità

 

In “Temporale (rosso)” bisogna ammettere che non è proprio così, c’è una differenza. Con gli elementi riportati, cioè le raffigurazioni, ho dato anche un’ulteriore significato. I piani di lettura di quest’opera possono essere a vari strati.

È piuttosto evidente infatti, che il teschio (con il solo scopo di rappresentare il muscolo della tempia) sia posto sotto all’orologio come simbolo della morte e come l’albero sia quasi “trascinato” dal tempo, simboleggiato con l’orologio.

Io non voglio smentire queste opinioni perché sono vere. In quest’opera io ho voluto raggiungere più scopi, o meglio, uno scopo, il quale era utilizzare gli elementi figurativi per dare due diversi scopi, quindi lavorare ancora di più sulla molteplicità. Quest’ultima non è stata solo rappresentata con i molteplici significati di una stessa parola ma moltiplicando anche i piani di lettura. La stessa disposizione di elementi non ha un solo significato. Ciò che credo che renda molto valida quest’opera è il fatto che il diverso significato non viene percepito (o meglio concepito) da un altro soggetto (lo spettatore del quadro), ma dallo stesso creatore dell’opera. È lo stesso artista che ha voluto biforcare in due “visioni” (letture dell’opera) la stessa combinatoria d’immagini.

In “L’uomo e il televisore hanno fatto l’amore (ma senza l’uso del preservativo)”, il metodo era indirizzato a parlare d’altro, cioè lo scopo non era parlare del metodo stesso di lavoro.

Lo scopo dell’opera era dimostrare il bisogno di distacco tra uomo e mezzo di comunicazione. Il rapporto tra uomo e TV non è regolato, si rischia la perdita della coscienza di sé.

 

Metodo  Scopo   

Leggerezza “Bisogna regolare il bisogno di distacco”

Rapidità

Esattezza

Visibilità

Molteplicità

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