L’impossibilità di non essere, la necessità assoluta di essere non è ciò che ha dato la vita ma è la vita che non può morire perché non è mai nata, non è mai stata creata.
L’universo, lo spazio e il tempo, non possono morire. Una contrazione o possibile distruzione dell’universo non sarebbe l’assenza o l’annullamento di esso ma una sorta di autoriclico.
Noi esseri umani, frutto dell’evoluzione, ci moltiplichiamo fondendo due codici genetici dandone vita ad un terzo. Questo è il nostro unico modo per “essere all’infinito”, no la vita ultraterrena eterna ma alla vita terrena “eterna” dobbiamo ambire e credere veramente.
Noi siamo esseri umani e bisogna vivere con sincera consapevolezza l’incapacità di essere infiniti propria dell’umanità. Non soffrire dell’“incapacità dell’infinito”, pensando o credendo di poter vivere in eterno dopo la morte, ma vivere solo terrenamente. Questo è vivere pienamente l’Umanità ed apprezzare l’esistenza per poter dire finalmente di Essere.
Consapevolizzarci della necessità assoluta dell’essere, del meccanismo della vita e del nostro ruolo in essa, dell’infinito e del finito. Io non sarò, potrei anche non essere, quindi sono.