L’inferenza, il calcolo matematico per programmare a priori tutte le possibilità, per così scegliere eliminando tutto ciò che è scarsamente proficuo, sembra l’atteggiamento o forse l’inquietudine del Novecento.
Nella creazione artistica, che mi riguarda, un facile errore sarebbe la pura astrazione, cadere nella matematica. L’atteggiamento critico, mettersi in discussione, rivedere le proprie teorie per modificarle nel tempo, l’acuta ragionevolezza della moderazione, devono essere nella coscienza dell’artista, il metro d’osservazione di se stessi.