Ecco, è proprio questo supersforzo di cui necessito, questo non fare che aprirebbe il corpo e la testa a divenire una parabola ricevente. Perché a tutti gli effetti non esiste la mia mente ma solo il mio cervello. È oltremodo molto liberatorio nel mio sentire, cogliere che il cervello è un computer, un’antenna e che esso non produce pensieri al proprio interno, ma esso è progettato solo per emettere ciò che si è concesso di ricevere.

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