Dio è innumerevoli identità diverse rimanendo sempre la stessa.

Dio è innumerevoli coscienze pur essendone una sola. Ne crea in continuazione di nuove e le fa morire tutte ricreandole senza mai ucciderle.

Dio si uccide per non morire mai.

Dio c’è perché non c’è.

Il Tutto è una coscienza che non sa di esserlo. Può chiedersi di se solo quando non è se stesso. Io sono il mezzo attraverso il quale Dio tenta di pensare a sé, di autoconsapevolizzarsi.

Dio diventa me per indagare se stesso. Ma Dio è già me, e sa di esserlo solo attraverso di me.

L’Illimitato si chiede di sé attraverso il limitato. Ogni singolo “limitato” non potrà prendere coscienza di sé in forma illimitata. 

Nell’essere limitato, in tante forme, ognuna si chiede quello che è quando non è.

Dio alla fin fine non cerca di far altro che di chiedersi di sé, di prendere coscienza di sé. Cerca di indagare se stesso non sapendo di farlo.

Io mi sto indagando.

Io sono conscio di non essere consapevole di esserlo.

Io mi chiedo se sono consapevole di non essere quello che sono.

Io sono mezzo e fine di me stesso.

Io sono tutto il resto, ma sono me stesso in funzione del fatto che non sono solo così. Io sono un altro.

Io sono qui e là, non sono qui… anche qui… tu sei anche me… io non… e s s e r e… etrno e finito… essere… esesre, eserse, eseres, eessre, e, s, p, f, zeta, bzsrbdc1f6g… 2… acbrah9?i? ? s

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