Quando ho detto che con l’utilizzo del metodo l’artista è diventato un acuto pensatore non intendevo dire che in precedenza non lo fosse stato; anzi, l’artista è sempre stato, e lo sarà sempre, il concretizzatore di un pensiero. Io intendevo dire che oggi l’artista non può permettersi di approssimare il linguaggio in favore del proprio istinto.

Il metodo di lavoro diventa l’elemento più rilevante, il messaggio che si vuole esprimere in ogni opera è importante ma mai quanto il modo in cui lo si esprime.

Ritengo perciò che oggi l’artista debba organizzare molto più rigorosamente il linguaggio rispetto a quanto facesse prima. Questo in quanto oggi è molto più difficile comunicare; l’arte rispetto al passato sembra non avere più una finalità. La massa è colei a cui è indirizzato il messaggio dell’opera ma il problema è che l’uomo è bombardato quotidianamente da milioni d’immagini. Uno stesso mass media, per esempio la televisione, trasmette milioni d’immagini giornaliere tra cui spot pubblicitari, quiz a premi e immagini della crudele realtà. Purtroppo la cosa drammatica è la maniera in cui vengono percepiti i diversi messaggi. Come si guarda l’immagine del cadavere di un bambino si guarda anche l’immagine del cadavere nei telefilm del tenente Colombo; entrambi vengono percepiti allo stesso modo. La vita è diventata un telefilm perché si guarda il telefilm come si guarda la vita.

A nessuno in realtà interessa vedere raffigurati nell’opera i sentimenti dell’artista, ognuno dovrebbe riuscire a capire, guardando l’opera, la propria superficialità di pensiero e soffrire per aver distorto la realtà inibendo il proprio cervello. Solo se l’uomo riuscirà a consapevolizzarsi, recuperando la propria capacità critica, desidererà conoscere la vera realtà, evitando così di cadere negli abissi dell’ignoranza, che non vedo così tanto lontani.

Questo difficile compito, in realtà, non spetta a me e a nessun altro artista. L’arte non è in grado di risolvere i problemi ma solo di testimoniarli. La “rinascita dell’uomo” spetta solo al singolo individuo, mi auguro che la nuova generazione viva secondo solidi valori tra cui l’assoluta sincerità a se stessi, l’onestà e l’integrità intellettuale. Credo che sia l’unica soluzione esistente, che purtroppo mi appare sempre più impossibile.

Io soffro e non sono fiero che la società odierna fra 8 anni entri nel terzo millennio, solo un imbecille sarebbe felice e fiero di entrare nel XXI secolo nelle condizioni in cui l’uomo si è ridotto.

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