Oggi molti artisti e anche molti critici, sembrano credere che basti scegliere il tema giusto perché un’opera sia profonda e un artista possa dirsi impegnato.
Io penso esattamente il contrario. Il tema è semplicemente ciò di cui un’opera parla, il contenuto invece, nasce dal linguaggio. È il modo in cui l’opera organizza forma, relazioni, struttura e processi a produrre significato. Il tema è ciò che viene rappresentato, il contenuto è il modo in cui il linguaggio organizza quella rappresentazione.
Due artisti possono condividere lo stesso tema e realizzare opere dal contenuto completamente diverso, perché il contenuto non nasce dall’argomento ma dalla struttura del linguaggio.
Se il contenuto fosse il tema, nel Rinascimento gli artisti non avrebbero avuto quasi nulla da dire, il soggetto era spesso deciso dal committente. Paradossalmente proprio quel limite imposto dal committente rappresentava una straordinaria occasione. Non potendo scegliere il soggetto, l’artista era costretto a costruire un linguaggio capace di inserire il proprio pensiero e i propri intenti dentro un tema condiviso. Era lì che nasceva il contenuto.
Dichiarare un tema non significa aver costruito un contenuto, altrimenti un comunicato stampa sarebbe già un’opera d’arte. Oggi molti artisti credono che basti scegliere il tema giusto per rendere un’opera profonda ed un artista impegnato. Un artista senza linguaggio è un addetto stampa, comunica un tema, non costruisce un’opera.
Infatti, spesso gli artisti non hanno proprio nulla da dire. Se ciò che hanno da dire coincide con il tema dell’opera, allora non sta dicendo nulla che il tema stesso non dica già.
Un artista ha qualcosa da dire quando costruisce un linguaggio capace di produrre significati. Ciò richiede la costruzione di un codice, un alfabeto, una grammatica, di una sintassi personali. Questo moltiplica al cubo la comunicazione, essa raggiunge la complessità, una pluri sfaccettata costruzione di livelli comunicativi che danno spessore all’operazione artistica.
La profondità di un’opera quindi non dipende dal tema che affronta, ma dalla quantità di relazioni e livelli di lettura che riesce a generare. È complessa, non complicata.
Quando invece il contenuto viene fatto coincidere con il tema, tutta questa profondità si schiaccia sul primo livello di lettura. L’opera comunica immediatamente ciò che vuole dire, nella sua immediatezza rinuncia a costruire quella stratificazione di significati che solo il linguaggio può generare.
Le opere d’arte contemporanee non contengono più di ciò che mostrano, invece dovrebbe essere tutto il contrario.
Per questo diffido dell’idea che basti affrontare un tema socialmente rilevante per produrre un’opera profonda o pensare di avere dei contenuti. Spesso è indicatore proprio del contrario.
I temi si scelgono in un attimo, un linguaggio richiede anni o una vita intera. Ed è qui che, per me, si misura davvero il lavoro di un artista.