L’utilizzo è usare per un fine determinato, usare per distruggere e conseguentemente poter creare.
Dalla creazione si può anche ricavare ciò che io definisco un utile. Esso è un vantaggio, una nuova conoscenza derivata dalla nuova creazione.
In “Feto” e “Cappuccino”, quello che io chiamo utile è profondamente diverso.
Feto
L’utile è emotivo, indagare la condizione umana, toccare l’umanità delle persone. Più “caldo”.
Qui si parla dell’altra faccia dell’uomo, quella sensibile, quella delle emozioni. Parlare e conoscere la condizione primaria dell’uomo, essere vivente e morente, individuo che soffre e gioisce, che ama e che odia, che procrea e che uccide.
Cappuccino
L’utile coincide con la distruzione e la creazione operata dall’utilizzo. L’utile si esaurisce nel distruggersi e ricrearsi utilizzando le immagini. Immagini che non significano nulla e che perciò non arrivano a colpire nessun dato emotivo, in quanto si è già raggiunto il fine posto.
Più “freddo”.
L’utile non è la parola cappuccino, essa invece è un limite che mi sono posto, un pretesto per avere due immagini “scelte a caso”, senza significato e che perciò non possono arrivare ad un utile posto al di là dello stesso utilizzare.
Le immagini distruggendosi a vicenda, si ricreano senza darsi nessuna funzione e nessuno scopo a posteriori. Abbiamo colto le immagini nel momento in cui si purificano. Quella che si mostra ai nostro occhi è la fase della purificazione, fase in cui gli oggetti sono limpidi, candidi e quindi privi ancora di una funzionalità; sono liberati da ogni sorta di pregiudizio.
L’atto della creazione può avvenire solo con l’utilizzo del suo opposto, la distruzione. Solo in questo modo posso mostrare ai vostri occhi la Genesi, la nuova Genesi, la quale non si è posta il problema di finalizzare le sue creazioni ad uno scopo.
Se in “Feto”, lo “smontare gli oggetti” per ricrearli, presupponeva dare loro una funzionalità nuova per raggiungere l’utile, in “Cappuccino” ciò non accade. In “Cappuccino” si potrebbe dire che non si è ricavato nessun utile, in quanto gli oggetti, liberi dalle funzioni precedenti, non ne hanno delle nuove.
Si potrebbe anche dire che l’utile, che si dovrebbe ricavare, coincide con l’utilizzo stesso delle immagini, distruggerle e ricrearle.
Di conseguenza si potrebbe dire ancora, che l’utile consiste nel non averlo.
Il mio utile, in questo quadro, è stato non pormi un utile. Il vantaggio, la nuova conoscenza che volevo ricavare, consiste nella Genesi fine a se stessa. Non la funzione che possa avere l’oggetto, ma solo la sua presenza. Esso è qui, è presente in quanto è stato creato ora, non è mai esistito, non ha una funzione, non ha un utile. Accettalo! Come accetti l’esistenza di un sasso.
L’unica funzione e l’unico utile che possa avere “Cappuccino”, è quella di non avere nessuno dei due. Questo non venga frainteso, non significa che il quadro non abbia una funzione, esso privandosene si impossessa della funzione più grande, il superamento di ogni utile e il superamento di se stessa.

