Io, essere umano, sono l’evoluzione massima a cui Dio si è spinto per riuscire a capirsi, a consapevolizzarsi. L’essere umano è Dio stesso che si crea, che si genera attraverso un’intelligenza senza coscienza, incessantemente in moto ma passiva al tempo stesso. È uno sforzo senza limite, una risposta-reazione a se stesso, alla propria inconsapevolezza.

Questa assenza di coscienza e di volontà di Dio, sembra riesca a far scaturire per reazione la generazione di forme intelligenti attive e consapevoli, di esseri coscienti che altro non sono che Dio stesso. Ma questo è Dio in forma limitata, umana appunto, una forma nata dalla lotta con se stesso, è il massimo che riesce ad ottenere e il dolore della nascita, del parto, è la sofferenza, lo squarcio, la ferita provocata dallo sforzo immane, della lotta incessante che lo vede inconsapevolmente contro se stesso.

Dio si autoproduce e autodistrugge per reagire a se stesso, è un equilibrio dinamico che lo ha portato a crearsi nel fenomeno uomo, che non rimane altro che un tentativo in continua ripetizione e forse in progressiva sofisticazione, per pura necessità.

Dio vuole soltanto cercarsi, cogliersi per comprendersi, si cerca perché non si trova, e non si trova perché è privo di volontà attiva, potremmo dire che è una coscienza passiva.

Passiva perché non sa ma inconsciamente capace di generare forme di volontà attive, gli esseri umani.

Noi esseri umani soffriamo di non capire tutto e soprattutto di coglierci molto come umani e poco come divini. Io, come il mio vicino di casa, so che un giorno morirò, entrambi ne siamo consci, forse con sofisticazioni di pensiero differenti, ma uniti e concordi nel constatare che la morte ci attende.

Dio si cerca, trova ciò che non vuole, Dio si contraddice, Dio è solo.

 

 

Gesù Cristo: ipotesi di momentanea coscienza di sé

Dio soffre la sua condizione umana, l’unica a sua disposizione per pensarsi. Attraverso l’umano stesso ne coglie la tragedia, si odia e si ama, si vuole difendere e proteggere ma si uccide perché l’unico modo per farlo.

È possibile che sia riuscuto a crearsi in forma umana proprio per spiegarsi ciò, e che Cristo sia il tentativo di motivarsi ciò che non riesce ad accettare? È possibile che Cristo sia stato una momentanea e disperata coscienza di sé, della propria tragedia? Perché no?!

Ma Dio allora è fallibile. Dio non è perfetto.

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