Quando una teoria (un’astrazione) diventa un modello a cui riferirsi, noi non siamo più liberi pensatori, anche nel caso in cui la teoria presa in considerazione è opera della stessa persona la quale decide di seguirla.

Non creare un metodo a cui “adeguarsi”, non una teoria che pianifichi tutte le mosse successive e soprattutto l’atteggiamento verso l’esistente, ciò riduce la capacità di adattamento e di flessibilità mentale/creativa. Usare l’ordine del raziocinio in maniera libera, “disinteressata”, adattarlo alle esigenze del momento o non usarlo neppure. Non avere una via predefinita con l’intelletto e la ragione da seguire “sempre e comunque”; o si ha la capacità di cambiare e variare continuamente il metodo che si intende seguire o si evita di seguirlo non inventandolo neppure, ma “semplicemente” affrontando la realtà secondo i modi che in quel momento particolare riteniamo utile usare.

Non scegliere di seguire una strada la quale ci guidi ma guidare noi le nostre scelte, cambiando strada continuamente se lo riteniamo efficace.

Reagire alla crescente astrazione cui l’uomo sottopone la realtà e di conseguenza se stesso.

L’astrazione è forse il più grave problema che affligge l’uomo moderno.

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